The White Book
Acque Alchemiche
di Gerardo Dorneo
Roni Horn, You Are the Weather, part 2, 2010-11 (detail) ©Hauser & Wirth, London, dettaglio
Che cosa sottende l’acqua dal punto di vista dei suoi valori simbolici e spirituali? Qualcosa che forse va oltre quell’indispensabile elemento che costituisce la maggiore percentuale della materia di cui siamo composti, fondamentale per la nostra salute e igiene del corpo. Una domanda difficile, poiché l’acqua, vuoi come elemento purificatore, legato a complesse pratiche iniziatiche, come ad esempio quelle praticate presso antichi popoli come i Sabei, vuoi come elemento strutturale del quadrato mandalico dell’alchimia, vuoi come simbolo della femminilità più evoluta, rappresenta forse la materia più strutturante (in termini simbolici) dell’universo spirituale dell’uomo.
Roni Horn, Opposite of White, v.2, dettaglio
I Sabei Mandei per esempio, un antico gruppo religioso gnostico, radicato storicamente tra l'Iraq e l'Iran, consideravano l'acqua l'elemento centrale della loro fede. Il battesimo e le abluzioni rituali nei fiumi erano pratiche quotidiane fondamentali per la purificazione dell'anima e per il contatto con il Sé. L’acqua che scorre, una forma fluens, diviene l’elemento fondamentale che costituisce il fondamento simbolico ma anche materiale di questa trasformazione/purificazione. La prima funzione dell’acqua, intesa nei suoi valori spirituali, è quindi quella della purificazione, valori che ritroviamo nell’Acqua Pontica degli alchimisti, una sostanza mistica dell'alchimia e dell'esoterismo rinascimentale. Identificata come l'elisir, il solvente universale o la quinta essenza, una materia che, se intesa nei suoi valori simbolici, costituisce la premessa all’opus achemico. Ovvero un’acqua che salva e trasforma, un fluido mercuriale, estratto in modo speciale dal Sole e dalla Luna che richiama il rito battesimale dell'immersione, rappresentando il lavacro spirituale, la purificazione dai peccati e la rinascita.
Rony Horn UNTITLED (“Y IS FOR THE AMBUSH OF YOUTH AND ESCAPING IT YEAR BY YEAR.”)
Jung riferisce quest’acqua alchemica all’inconscio dell’uomo, un’acqua di trascendenza e di passaggio verso un universo purificato dal desiderio, un attraversamento che porta alla luce la parte oscura della materia, rendendola disponibile ad una ‘semplificazione strutturale’: “ E sappi che il nostro Mar Rosso tinge più di ogni altro mare...la tintura è un bagno di colore e l’acqua battesimale degli alchimisti che qui si dice provvenga dal Mar Rosso...”(Jung, Mysterium Coniunctionis).
Ma l’acqua infine è anche la forma fondamentale che assume il Lapis Philosophorum al termine del processo di trasformazione, l’acqua mercuriale, ovvero quell’elemento che gli alchimisti pongono al centro della trasformazione spirituale dell’uomo. Alberto Magno lo definisce di natura ecquorea, freddo e umido, una forma fluens, appunto.
Un’acqua dalle virtù straordinarie, una terapia fondamentale per la salvezza dell’anima.