The White Book

Aforismi Apodittici

by Amor Auri Ibn-Ibniz

“…Vita, Bellezza - e come fragili fiori all’inverno/ fiorisci sola, chiusa in un mondo invecchiato. Aneli all’alto, all’amore, al sole, alla calda luce/ di primavera: vi cerchi la giovinezza del mondo: Il tuo sole, il tuo tempo migliore è passato,/ e nella notte gelida urlano gli uragani…”

(“a Diotima”, by Friedrich Holderlin)

La trascendenza della normalità: si apre uno spiraglio ed entra una luce potente e inquietante. Essere il pensiero e non la mente, essere la forza e non la freccia.

L’ Amore governa lo spirito, e lo spirito vive d’Amore, la grazia contro la potenza, la potenza contro la grazia.

Ci sono momenti in cui tutta la bellezza del mondo e delle sue cose non basta a riempire il cucchiaino della nostra infelicità.

Poiché è l’erotismo che apre la strada verso l’Amore, così è l’erotismo che apre la strada verso Dio. Il Tapas sta allo spirito come l’eros alla carne. L’invidia degli dei: la musica e la pittura attivano il ricordo, ma solo quello che non appartiene alla memoria.

Alla ricerca di un nuovo soggetto. Lavorare per temi, amalgamandoli attraverso un certo modo di vedere le cose, attraverso una certa visione del mondo: città o campagna non importa.

Una città fantastica esce da questo sguardo, sognata e avvolta in una luce misteriosa, popolata di inquietanti e bizzarri personaggi. Ogni uomo è strano, ogni cosa è surreale, se viene filtrata dalla giusta luce. Trasfigurare la realtà attraverso l’immagine fotografica, rovesciando il concetto stesso di reale, mostrando ciò che l’occhio umano non può vedere, per non esserne sopraffatto.

Evitare il realismo: la realtà non esiste. La verità è che mi sono stancato di fotografare cose, poiché non vedo in esse una nota di interesse così vasta come quella che si può leggere in un concetto un po' più ampio di immagine,

Per una metafisica dell’immagine fotografica. Sviluppare l’idea di paesaggio. Anche in assenza di un progetto preciso, in virtù di una comune cifra stilistica, pensare agli interni delle cose come paesaggi e ai paesaggi come interni di cose, determinando un senso di sospensione che solo l’immagine può trasmettere. Assenza di Tempo

Di alcune cose si può essere assolutamente certi, dell’esistenza del male, per esempio, e quindi del suo principale mentore, il diavolo. Viceversa si può essere meno certi dell’esistenza del suo speculare, ovvero Dio, anche se la logica vorrebbe che a tanto male corrispondesse tanto bene.

Ma purtroppo non è così. Dobbiamo dubitare dell’esistenza di Dio e siamo costretti ad inventarcelo per riequilibrare l’asse del mondo, per poter continuare a trovare una ragione d’esistere: Dio è l’uomo e l’uomo è Dio. In parallelo si può essere certi dell’esistenza del desiderio, dell’inestinguibile sete da cui siamo divorati durante la nostra breve permanenza sulla terra. Ciò che è difficile credere è alla possibilità che tutto questo desiderare si estingua.

Dio, la donna e la pittura. prego Dio perché mi conceda gli occhi della donna. Amo la donna perché nei suoi occhi ritrovo Dio, perché l’energia che mi dà l’amore mi aiuta a dipingere. Dipingo per cercare Dio e per essere amato dalle donne.

Che sublime sciocchezza è mai questa, che l’unione di una coppia, di una sola donna con un solo uomo, possa riprodurre la grande unità dello spirito universale. Il mondo è fatto di un’infinta moltitudine. per conoscerlo bisogna provarla tutta. Solo allora si aprirà la via del ritorno.

Supponiamo che molte vite convergano in un solo uomo. E supponiamo che tutte queste vite possano avere in comune un unico telos, un demone insoddisfatto a cui ciascuna di loro si è già dato in sacrificio. E supponiamo che quest’uomo, che stava dedicando la propria vita a questo medesimo scopo, divenga improvvisamente consapevole, grazie ad alcuni indizi spontanei, di queste presenze, di queste vite passate, e supponiamo che questa consapevolezza annulli lo sforzo e la decisione con cui stava mortificando la propria vita presente, nel tentativo di continuare l’opera delle vite passate. Che accadrebbe allora? Quante vite si possono dedicare a dipingere gli stessi paesaggi, per quante vite si può sacrificare la propria intelligenza al conseguimento di uno scopo parziale come l’arte? Ma cos’è infine l’arte nella sua essenza più profonda se non tutte queste vite che vengono evocate come testimonianza di un effimero momento di poesia?

Nostalgia del passato, preveggenza del futuro. Musica e pittura sono più importanti della scrittura, perché arrivano laddove la parola da sola non può arrivare. Pittura e architettura sono in reciproca relazione allo stesso modo della poesia e della prosa.

Esistono grandi poeti e grandi prosatori. Qualche volta dei poeti che sono anche prosatori, più raramente dei prosatori che sono anche poeti.

Se un pittore dipinge dieci quadri e di questi uno è buono e gli altri sono così così, non può essere considerato un maestro. Se su dieci quadri tre sono buoni e sette no, non può essere considerato un maestro. Neppure se cinque sono buoni e cinque no, può essere considerato un maestro. Se dovesse dipingere nove quadri buoni e uno no, non potrebbe ancora sperare di essere un maestro. Sole se dieci quadri su dieci sono ottimi, solo allora può essere considerato un maestro.

Tra le montagne e le nuvole esiste una strana relazione: le montagne sono una manifestazione della potenza del fuoco che sta nella terra, le nuvole sono una manifestazione della potenza dell’acqua che sta nel cielo.

L’arte è un’armonia parallela alla natura, dice Cezanne, e se così fosse compito dell’artista è di creare una natura ‘parallela’, un mondo nuovo totalmente autosufficiente. Non si può imitare Cezanne, si può essere Cezanne.

Essenza della morale: applicarla anche quando si è consapevoli che comporterà un danno economico e materiale per noi.

Il fatto di praticare una disciplina che non esiste più mi fa sentire libero. Libero di essere ciò che voglio essere senza alcun impedimento creato dalle ragioni storiche ed evolutive della disciplina. La pittura, assomiglia così più ad un’arte marziale praticata in assenza di una guerra, poesia pura del movimento di un corpo nello spazio e al contempo ferrea disciplina morale, senza libertà, ma con regole e rituali assoluti.

Tanto più perfetta, la pittura, quanto più inutile.

Non necessariamente l’entropia di un sistema si manifesta attraverso il disordine. Potrebbe manifestarsi anche attraverso un eccesso di ordine. Lo stato di disordine aumenta in modo esponenziale sino alla morte del sistema. Viceversa dopo la morte del sistema si realizza un ordine eccessivo. Così in arte dopo il climax entropico, la morte del sistema, si instaura un momento di ordine perfetto. Ma il processo è ciclico. Alla morte di un sistema ne subentra un altro, perfetto al suo inizio. La morte del primo sistema costituisce la perfezione d’ordine del secondo sistema, da cui questo rinasce come la fenice dalle proprie ceneri. Il lavoro di un autore fortunato potrebbe collocarsi esattamente in questo punto, tra la morte del primo e la nascita del secondo.

Per esser un grande artista è necessario essere liberi, liberi soprattutto dal desiderio di essere dei grandi artisti. La luce è il vero segreto della pittura. Solo attraverso la pittura si può cogliere quell’attimo fuggente in cui la luce è teofania divina, l’attimo in cui il cosmo si esprime. La realtà non esiste se non come manifestazione di una volontà. La realtà è un effetto del caso.

Le forme si combinano e nascono per la pressione di una volontà esterna che ne determina la configurazione. Tutto sta nel controllare questa volontà, per far comparire o scomparire a proprio piacere il mondo dei fenomeni, analogamente a quanto fanno i grandi Sadhu.

Non esiste terra senza cielo e cielo senza terra. Assieme formano una coppia perfetta. Le nuvole sono nel cielo quello che le montagne sono in terra, forme perfette e gli dei amano abitarle. Una grande luce e una grande tenebra. In mezzo un punto di equilibrio. Trovare questo punto e sostare.

Problema: come eliminare la rappresentazione mantenendo la forma? Una dialettica attiva tra spazio e massa, dove la massa si presenta come un coagulo dello spazio e lo spazio (energia) come un dissolversi della massa. All’interno di questa strana dialettica possiamo collocare la relazione tra materia-luce-forma. Spazio>massa, massa>spazio.

Potenza: la potenza che va verso la forza produce guerre e violenze. E la potenza che va verso l’amore?