Diario di bordo
Anatomia di un mandala
by Amor Auri Ibn-Erbnis
Spirit of Energy, entropia dell’universo: alla fine un alto livello di entropia, Kali Yuga. Età dell’oro, all’inizio della creazione un basso livello di entropia.
Guru Dudul Dragpo Tsal, Tibet 18th secolo
Teoria delle Stringhe, ovvero il mondo come ologramma, la pelle dell’universo, o meglio, la pelle della creazione. Spermatozoi evoluti?
Tao>Darmhakaya>Brahaman. Campo quantistico? Forma<>Vuoto/Energia>Materia
Usnîsavvijaya, Tibet 19°secolo
Ancora sul problema del tempo: la nascita e la morte, e in mezzo noi con il nostro sé, pensato e concepito in misura del nostro destino (AI?). Destino comune a tutti gli uomini. Siamo quindi solo tramiti energetici? La nostra funzione nell’universo è solo quella di trasferire energia da un punto all’altro del cosmo?
Garwang Chökyi Wangchuk, Osttibet, 17°secolo
Nascita e inserimento di un quanto di energia che corre lungo un ipotetico cavo elettrico sino a raggiungere la lampadina che si accenderà con la nostra morte, affinché l’energia si trasformi finalmente in luce.
Vijaya Stupa, Namgyal Chörten, Osttibet 18th secolo
Perché dal vuoto la forma? Perché ad un certo momento nel Campo (Brahman?) nasce l’impulso a concentrare una grande quantità di energia in un punto, perché nasce l’impulso a generare una forma-materia?
Il vuoto è quindi una dimensione della divinità, intesa come la pelle del cosmo? La forma come ologramma? E la morte di una particella può essere considerata come una redistribuzione dell’energia nel Campo?
Buddha Sãkyamuni, Sange Sakya Thubpa, Tibet 19th
“…Infine, la distinzione tra materia e spazio vuoto dovette essere abbandonata quando divenne evidente che le particelle virtuali possono generarsi spontaneamente dal vuoto e svanire nuovamente in esso, senza che sia presente alcun nucleone o altra particella a interazione forte…Il Campo esiste sempre e dappertutto, non può mai essere eliminato. Esso è il veicolo di tutti i fenomeni materiali. E’ il vuoto dal quale il protone crea i mesoni. L’esistere e il dissolversi delle particelle sono semplicemente forme di moto del campo…” (Fritjof Capra)
Anatomia di un Mandala
Sumeru, Rirab, Nepal, 1872
-Cinque colorazioni: un movimento di luce e fiamma che circonda il cosmo, impenetrabile e scuro muro che definisce le diverse fasi del mondo.
- Il cerchio con gli otto siti pareggiati che sorgono dalla meditazione. Attraverso i campi diviene visibile l’oceano della sofferenza (solo con i mandala che appartengono al tantra superiore). A volte questi cerchi sono totalmente al di fuori delle nascite e delle rinascite.
Mandala degli Avalokitésvara, Tibet 18th
- Corona di foglie di un fiore loto che galleggia nell’oceano originario
Tsogshing, Tibet, 18th
- Cortile esterno e luogo di istruzione, qualche volta un buon giardino popolato oppure solo con nuvole e motivi d’acqua.
- Colorato quattro volte, scettro di diamante, da una bocca di draghi d’acqua emergono le risplendenti facce, lo scettro fisso di diamante forma i fondamenti del palazzo celeste che giace sulla cima del Mondo/Monte, a diverse fasi.
Paradiso del Padmasambhava, Tibet 19th
- Due gazzelle circondano la ruota a otto raggi (dharmachakra) che incoronano i quattro cancelli, indizio della prima annunciazione del Buddha, con il mandala circondato da divinità irate e solitamente incoronato da uno stupa.
- Quattro diversi colori- cancello/tetti- ciascuno indossato da quattro colonne
Kadampa-Mandala, Tibet primi del 1900
- Elefantenrüken, detto della tripla arcata
- Ombra o oscurità, detta spazio interno dei cancelli, attraverso i quali l’uomo entra all’interno del Palazzo
- Cancello che apre a ciascuno dei quattro punti cardinali, spesso custodito da un guardiano della porta
Mandala del Bhaisajyaguru
- Tetto dorato del palazzo, circondato da striscioni di vittoria e vasi decorati. Tetto di legno. Sotto il tetto ghirlande appese come una tenda, un parapetto di mattoni, una veranda con musicanti cinta da cinque colori
- il Quadrato interno, il Trono, segnato all’interno dal santuario in forma di ruota con fiore di loto nel mezzo della ruota. Sul cuscino di fiori lo spazio per la divinità principale, di solito raffigurata in amorevole associazione. Sui petali le divinità di accompagnamento
Paradiso del Padmasambhava, Tbet del Sud, 17th