Colore 2
Per una fenomenologia della forma-colore
d’aprés “die Fabenlehre”
di J.W.Goethe
Maurice esteve, Omaggio a Louis de Coulant, 1949, coll privata, dettaglio
“...L’occhio è debitore della sua esistenza alla luce. Da un apparato sensoriale ausiliare, animale e neutro, la luce si crea un organo che divenga il suo eguale e così l’occhio si forma alla luce per la luce, affinché la luce interna muova incontro a quella esterna. Ci torna qui alla mente l’antica scuola ionica che ripeteva-conoscendone la grande importanza- che l’uguale viene colto solo dall’uguale, ma anche le parole di un antico mistico, che vogliamo esprimere in versi nel modo seguente:
Se l’occhio non fosse solare, /come potremmo vedere la luce?
Se non vivesse in noi la forza propria di Dio, /come potrebbe estasiarci il divino?...”
Pierre tal Coat, L’acquario, Parigi, Cool. priv. dettaglio
“...dall’idea di polarità inerente al fenomeno, dalla conoscenza che abbiamo acquisito delle sue particolari determinazioni, possiamo concludere che le singole impressioni di colore non possono essere scambiate, che agiscono in modo specifico e che devono produrre stati specifici e determinati nell’organismo vivente. Altrettanto avviene nell’animo (Gemüt). L’esperienza insegna che ogni singolo colore produce impressioni mentali definite...abbiamo mostrato per esteso che ogni colore produce un’impressione particolare, e così rivela la sua natura all’occhio e all’anima. Ne deriva senz’altro che il colore si presta all’impiego anche per determinati scopi fisici, morali, estetici...”
Egill Jacobsen, Foresta cosmica I 1960 Oslo Nasjonalgalleriet dettaglio
“...che infine il colore possa assumere un significato mistico lo si può facilmente presumere. Poiché infatti lo schema (il diagramma) nel quale si presenta la diversità dei colori ci rinvia a condizioni archetipiche (Urverhältnisse), appartenenti alla percezione visiva dell’uomo non meno che alla natura, non vi è alcun dubbio che dei loro rapporti reciproci ci si possaservire in certo modo come di un linguaggio, allo scopo di esprimere appunto quelle condizioni archetipiche che non possono cadere sotto i sensi con altrettanta forza e varietà...”
Willelm De Kooning, Vetraio 1940 ca, Coll Priv Dettaglio
“...che il colore permetta un’integrazione mistica lo si può facilmente intuire. Infatti, poiché lo schema (la stella) nel quale è possibile racchiudere e rappresentare la molteplicità dei colori ci rinvia a rapporti primitivi, appartenenti all’intuizione umana non meno che alla natura, non vi è dubbio che delle loro caratteristiche ci si possa servire come di una lingua atta a ad esprimere rapporti primigeni che non colpiscono i sensi con altrettanta forza e varietà. Il matematico apprezza il valore e l’uso del triangolo, il triangolo è in grande onore presso i mistici. Ora, fra le molte cose che si possono schematizzare nel triangolo, vi sono anche i rapporti cromatici: e precisamente, in quanto si ottenga per duplicazione e sfaccettatura l’antico e misterioso esagono...non appena si sia colta nella giusta maniera la polarità tra giallo e blu e soprattutto si sia seguito con attenzione sufficiente il processo di intensificazione nel rosso, per vedere come questi due opposti tendono l’uno verso l’altro e si riuniscono in un terzo, sorgerà senza dubbio in noi l’intuizione di un profondo segreto, il sentore che a queste due entità divise e opposte si possa attribuire un significato spirituale e, vedendo prodursi in basso il verde e il alto il rosso, difficilmente ci si tratterrà dal pensare che si contempla nel primo caso le creature terrestri, nel secondo le creature celesti degli Elohim...”
Mark Rothko, Pittura n.26 1947 new York coll Priv Dettaglio
“...Ora li cogliamo come un semplice respingere e attrarre, ora come una luce che si accende e scompare, oppure come un vuoto dell’aria, come una vibrazione del corpo...sempre tuttavia come qualcosa che congiunge e separa, che è dato e che induce al movimento ciò che è dato e che produce una qualche sorta di vita...Si è dunque notato e si è ovunque parlato di un più e di un meno, di un agire e di un resistere, di un fare e di un patire, di uno spingere innanzi e di un contenere, di un violento e di un misurato, di un maschile e di un femminile...Il semplice guardare non ci permette infatti di progredire. Ogni guardare si muta in un considerare, ogni considerare in un riflettere, ogni riflettere in un congiungere. Si può dire che noi teorizziamo già in ogni sguardo attento del mondo...”
Mark Rothko Composizione dorata 1949 Cool Priv dettaglio
“...Vi è qui un altro punto assai importante, sul quale torneremo ripetutamente: il colore come tale è un valore d’ombra. In questo caso Kircher ha pienamente ragione a chiamarlo ‘lumen opacum’ e, come esso è affine all’ombra così ad essa si unisce per propria propensione, manifestandosi spontaneamente in essa e mediante essa non appena ve ne sia l’occasione...”
Mark Rothko, Arancio, giallo, rosso, 1966 New York, Marlbourgh-Gerson Gallery, dettaglio
Superata tellus sidera donat...