Diario di bordo

A David Hockney piaceva il verde

di Patrizia Catalano

Hockney ha quasi sempre lavorato in plen air. E i suoi disegni, più di 100, dedicati al paesaggio intorno al suo cottage, realizzati nel 2020 in Normandia, e fino al 26 agosto presenti alla Serpentine di Londra, rivelano la grande sensibilità dell’artista per le cose più semplici ed autentiche. A partire da un giardino fiorito.

David Hockney, Looking East II, 2019, Acrilico su Tela, Dettaglio

Per raggiungere la Serpentine Gallery dove era stata allestita la mostra “David Hockney. A year in Normandy and some other thoughts about paintings” si attraversa Hyde Park uno dei più bei parchi della capitale inglese. Era una giornata straordinariamente tersa con una luce vibrante e il verde delle foglie, dei prati, degli arbusti sembrava più intenso, gioioso, lucente. Poco prima della palazzina che ospita la mostra c’era un signore anziano seduto su una panchina a godersi il sole. Ad un primo sguardo, sembrava proprio lui, David Hockney: stessa corporatura sottile, capelli bianchi finissimi e, proprio come il pittore, indossava un paio di occhialini tondi in metallo e in testa portava il tipico un baschetto in tweed. Stava leggendo un piccolo libro e lo teneva tra le mani con grazia. Ad un primo momento pensai “Ma è lui?” Ma non era ovviamente possibile: per quanto anziano non aveva l’età dell’artista. Proseguii per la mia strada, fino a raggiungere la Serpentine. La mostra era gratuita chiedevano al massimo una donazione. La sala grande ovale perimetrale era completamente oscurata e lungo tutte le pareti esterne correva un fregio panoramico ispirato ai rotoli pittorici cinesi e all’Arazzo di Bayeux dell’XI secolo che accoglieva, in sequenza, gli oltre 100 disegni fatti da Hockney in Normandia a partire dal marzo 2020. Un cottage, il giardino, l’albero prediletto, la casa sull’albero, il frutteto. La vita di Hockney e il suo sguardo si posavano su questi elementi per comporre un bellissimo racconto, utilizzando tecniche ‘inusuali’ come il disegno fatto con l’ipad e una narrazione semplice e emozionante che certamente ricorda non solo gli impressionisti francesi, ma anche quella genuità naif di molti autori europei. Così era la successione delle stagioni, la bellezza della fioritura dei giacinti, il verde acerbo del prato a primavera, il senso di pienezza e di generosità dell’estate, con le frutta e i verdi più intensi della campagna, l’emozione della terra nuda dell’autunno e l’effetto magico e intimo dell’inverno e del grande sonno della natura. Semplice come possono essere semplici e naturali i ritmi delle stagioni. Un invito alla riflessione su quello che ci sta intorno, a partire dalle infinite declinazioni di verde che troviamo in un paesaggio intorno a un cottage in Normandia.

David Hockney, 78/No.266, 26th April 2020, iPad painting, dettaglio

Il cuore della mostra, al centro del padiglione, ritrova Hockney pittore nel senso più tradizionale del termine: cinque nature morte e cinque ritratti dedicati a persone della cerchia ristretta dell’artista, tra cui la sua famiglia e chi si è preso cura di lui. Questi dipinti sono accomunati dalla composizione frontale e dal motivo ricorrente di una tovaglia a quadretti che fa da sfondo a ciascuna composizione. In questi lavori recenti Hockney ha combinato modalità di rappresentazione quasi astratte e con espressioni più figurative. Per lui, infatti, tutta la pittura figurativa è anche intrinsecamente astratta.

David Hockney,Beuvron-en-Auge, Panorama, 2019, ink on paper, dettaglio

A corredo della mostra, sul retro del giardino della Serpentine North, è stato presentato un murale di Hockney stampato su larga scala. L’opera mette in risalto una scena del ciclo primaverile di “A Year in Normandie” che raffigura una casa sull’albero voluta dallo stesso artista.

David Hockney,Study of the entrance, 2019, ink on paper, dettaglio

“Ho sempre creduto che l’arte debba essere un piacere profondo” ha raccontato Hockney in occasione della mostra. “C’è sempre, ovunque, un’enorme quantità di sofferenza, ma credo che il mio dovere, come artista, sia quello di superare e alleviare la sterilità della disperazione... Nuovi modi di vedere significano nuovi modi di sentire... Credo davvero che la pittura possa cambiare il mondo”.

David Hockney,59/No.183, 10th April 2020, iPad painting,, dettaglio

Uscendo dalla mostra con il catalogo appena acquistato sotto braccio, ho nuovamente incontrato quel signore. Portava uno zainetto sulle spalle e procedeva in direzione della Serpentina. Mi sono fermata, per seguirlo con gli occhi, chiedendomi se avrebbe proseguito o si sarebbe infilato nel Padiglione. Lentamente si è diretto alla porta della galleria e io, rasserenata, ho proseguito per la mia strada. Pochi giorni dopo ho appreso che Hockney all’età di 88 anni ci aveva lasciati per intraprendere il suo ultimo grande viaggio. Chissà se ha portato con sé un piccolo zainetto con i suoi colori preferiti.