Paul Klee

Il concetto di infinito come tensione cosmico terrestre

da ‘ la storia naturale infinita’

Paul Klee, With the Sinking Sun, 1919, Collezione privata, Svizzera, Deposito Zentrum Paul Klee, Berna, dettaglio

“ Al principio cos’era? Le cose si muovevano per così dire liberamente, con andamento né retto né curvo. Dobbiamo immaginarcele dotate di movimento originario, cher vanno dove vanno, tanto per andare, senza meta, senza volontà, non soggette a nulla: come stato naturale del muoversi, originaria condizione del moto.

Ciò è dapprima solo un principio: muoversi e basta, nessuna legge dinamica quindi, nessuna peculiare volontà, nienete di specifico, niente di inserito in un ordine. Caos e anarchia, un oscuro peregrinare. Inafferrabilità, assenza di peso, assenza di leggerezza (gravileggerezza, si potrebbe dire), non bianco, non nero, non rosso, non giallo, non blu, soltanto grigio, press’a poco. Ma anche non grigio netto, anzi, in generale nulla di netto, di preciso, solo l’indeterminato, il vago.


Paul Klee, Parc près de Lu, 1938, 70 x 100 cm, Berna, Centre Paul Klee, dettaglio

Nessuno qui, nessuno là, solo l’ovunque. Né lunghezza, né brevità, soltanto l’ovunque. Nè lontananza, né prossimità, né oggi né domani, ma solo la loro indistinzione: l’oggi-domani. Non il fare, sibbene l’essere. Non quiete esplicita, né esplicito movimento, soltanto un ‘divenire umbratile’. Un qualcosa, null’altro, e la mobilità come premessa all’uscita da tale condizione originaria.

Che fosse così non è provato: è presumibilmente vero, concepibile comunque, e l’essere concepibile equivale a una realtà di fatto, ed è quindi utilizzabile: utilizzabile come antitesi concettuale a quanto può nessere accaduto in seguito: il cambiamento, lo sviluppo, la comprensione, la determinazione esatta, la misurazione, la classificazione.

Klee. Palloncino rosso, 1922, Solomon R. Guggenheim Museum, New York, dettaglio

Forse fu quanto meno una pausa nell’accadere, una cesura nel cosmico, il quale invero non conosce né principio né fine, ma solo pause, cesure, allentamenti. Utilizzabile, ancora, perché è figurabile come contrario. Non del caos dunque si tratta, del caos indecifrabile, ma del caos come concetto, come logos. Voglio dire che il caos come concetto non stà di per sé, così come non è concepibile

il cosmo separatamente dal caos. Entrambi, caos e cosmo, sussistono come binomio di concetti relati. Sono nozioni con cui è possibile operare, facendo leva tacitamente o esplicitamente sul termine antitetico.

P. Klee, Grenzen des Verstandes, olio su tela, München, 1927, Pinakothek der Moderne, dettaglio

Gravitazione (forza di gravità). ‘In principio’: cosa avveniva? Degli oggetti, probabilmente condensazioni gassose, si concentravano per l’ammassarsi e il ravvicinarsi delle loro particelle. Alcune di queste, in un processo di attrazione reciproca, vennero costituendosi in gruppo, a loro volta ponendosi come focolaio di ulteriori attrazioni. In tale stato di aggregazione, presero a far valere la loro sovrana autonomia, per sé e rispetto ad altre parti che entravano nel loro campo di attrazione. Quanto più questo raggruppamento aumentava, tanto più articolata si faceva la gamma dei ruoli gerarchici delle sue componenti.

Paul Klee – Sguardo silenzioso, 1932 © Hickey-Robertson, Houston, dettaglio

Il nucleo principale (centro) fu il regolatore di tale graduato esercizio del potere di attrazione, dominando così la totalità.

La mobilità originaria persiste e il nucleo roimane sede originaria del movimento, e mobili permangono gli stati periferici come in principio, ma non autonomamente, bensì come compartecipi del movimento. Non camminano, viaggiano. Rispetto al nucleo sono immoti, ma essendo quello dinamico, partecipano del suo dinamismo.”

(Paul Klee, Introduzione alla Storia Naturale Infinita,)