The White Book

Spazi Sentieri Per Oscuri Misteri

(in the Rabbit Hole?)

by Amor Auri Ibn-Ebrizs

…la terra che fu creata con il sovrappiù dell’argilla di Adamo… quella terra ha un’estremità che è connessa con il Paradiso…ed un’altra estremità che è connessa al mondo della nostra vita terrena…” (Ibn-al-Arabi)

ovvero

“uterque mundus unus mundus est”

”…nel punto più profondo della corrente risplende un sole rossastro che fende con i suoi raggi l’acqua tenebrosa. Impietrito dal terrore, scorgo poi sulle pareti scure un groviglio di serpenti che fuggono nell’abisso dove il sole brilla più tenue…mille serpenti aggrovigliati ricoprono il sole …” Jung, dal Libro Rosso

Under a Red Sun: immagini come rappresentazioni che la fotografia fa emergere dalla realtà psichica dell’anima, da quel sole rosso che illumina, nascosto nell’abisso, i contorni del nostro mondo immaginale, quell’Unus Mundus, sognato dai filosofi, che appartiene alla notte della nostra coscienza e le cui porte d’accesso sono celate tra le pieghe della follia dei misteri di ogni tempo.

Sogno, morte e meditazione profonda sono le uniche strade che portano a quel mondo oscuro e luminoso al medesimo tempo, quel mondo dove brilla in un cielo notturno l’eterna luce di quel sole rosso

“…ho imparato che si deve dare il proprio cuore alla creatura umana ma l’intelletto allo spirito dell’umanità…”

Dalla Cabala Luriana

Il primo Adamo e l’ultimo Adamo, un movimento analogo al respiro, espirare, emanazione dei mondi, ovvero Adam Kadmos come un mondo in espansione. L’ Adamo Primo si espande e allontana l’altro da sé, mondo, anima divina, anima mundi. Inspirare, come contrazione, come apocalissi per una ricomposizione dei due Adami, il primo e l’ultimo che si ricongiungeranno infine in un meta-uomo.

Il cerchio, la sfera e l’ipersfera sono definiti da una serie di movimenti di espansione/contrazione: zim-zum, ovvero lo spazio dell’Uterque Mundus dal quale siamo stati determinati. Per una teoria della creazione: un albero o una sfera?

La generazione di tutti e sette i cieli avverrà nell’ottavo cielo, dal quale veniamo e nel quale, alla fine dei tempi, siamo destinati a tornare: “…il pensiero creativo non è opera dell’Io…” ( Esiodo).

Tre tipologie di sogni: il sogno simbolico, primitivo, il sogno visione, predittivo di un evento futuro, esperienza dell’anima libera dal corpo, il sogno oracolare, ovvero una figura carismatica che appare.

Teoria buddista del vuoto: la luce e l’anima, atman o brahman come un quanto di luce, al medesimo tempo particella e onda, parte e tutto: (in iris partim sumus ?) Il mondo come costruzione immateriale: della non esistenza della materia, ma solo del rapporto tra un quanto di luce (energia) e la stessa energia ‘raffreddata’ (massa).

Supponiamo di avere la pagina di un libro e di ignorare tutte le altre pagine che lo compongono. Immaginiamo di ricomporre l’intero libro a partire da quella singola pagina: ciascuno di noi scriverebbe una storia nuova, diversa da tutte le altre, una piccola pagina per un grande libro, un numero infinito di storie, ciascuna diversa dall’altra, eppure tutte simili, attraverso racconti incrociati che vivono in simbiosi l’uno con l’altro.

Atman e Brahman, differenza e concordanza, un numero infinito di centri per un’unica sfera che è ovunque e in nessun luogo.

Teoria del caos: “…il tempo è l’immagine mobile dell’eternità…” (Timeo)

All’inizio un’altro sogno. Una terra siciliana, un luogo antico, famoso per le crudeltà del suo re, Konkalos, e per aver dato ospitalità a Dedalo, in fuga da Creta. Le figlie di Konkalos, simpatiche assassine, si liberano di Minosse nel bagno, poiché si era accorto della presenza di Dedalo, utile ai disegni del padre, grazie ad un indovinello che aveva posto al re. Ovvero come infilare un filo di seta in una conchiglia e farlo uscire dall’altra parte. La conchiglia ha ovviamente forma spiraliforme, possiede una serie di volute che si ripetono con periodicità attorno ad un centro, una sorta di curva logaritmica che apre verso l’alto. ma è anche una forma chiusa, non governabile dall’esterno. E’ necessario quindi introdurre all’interno di questo sistema chiuso, dotato di una certa periodicità, un elemento fluttuante, in grado di risolvere il problema proprio in virtù della sua apparente estraneità al sistema. E Dedalo ancora una volta risolve il problema.

Teoria del caos, ovvero un sistema dinamico per essere definito caotico deve avere le seguenti caratteristiche: innanzitutto essere sensibile alle condizioni iniziali, inoltre deve esibire transitività topologica, infine deve avere un insieme denso di orbite periodiche.

La conchiglia potrebbe essere definita come un sistema dinamico? Ovvero da piccole variazioni iniziali si producono effetti catastrofici (nel futuro): effetto farfalla. Un battito d’ali in Africa genera un terremoto in Australia.

Traiettoria del sistema (densità topologica), colore: blu>viola>rosa>rosso…nube di punti.

Le figlie di Konkalos: il sacrilegio (la notte?), il regno di Konkalos, il sacrificio, (il sole rosso?), la teoria di Konkalos, (resurrezione-perdono?) : “… quando si scrive un’opera dell’ingegno o si inventa un’azione creativa, non è forse perché una conoscenza o un potere è penetrato nella nostra mente da una sfera che si trova oltre la sua mente?...” (Yeats)

Gnosi come vacuità, come compassione: avalokitesvara, ovvero il nirvana come piena conoscenza della realtà fenomenica e delle vacuità in essa contenute: realtà relativa vs realtà assoluta. Ci si appoggia alla realtà relativa per giungere alla realtà assoluta (il cammino di mezzo): speculazione astratta, concetti e relazioni, riflessione, momento religioso, ovvero creazione di simboli e immagini: creare simboli attraverso concetti, creare concetti attraverso simboli, arrivare alla gnosi attraverso la compassione arrivare alla compassione attraverso la gnosi: il loto e la folgore, emanazione dall’uno al molteplice, involuzione dal molteplice all’uno: ”…Tre cose, aveva detto il risvegliato, brillano apertamente e non in segreto: il sole, la luna e la dottrina del Tataghata…”

Pensiero Alchemico, ovvero l’alchimia come l’arte di liberare parti del cosmo dall’esistenza temporale al fine di raggiungere la perfezione: per i metalli l’oro, per l’uomo la longevità, poi l’immortalità e infine la redenzione…”…la perfezione materiale veniva ricercata mediante l’azione di un preparato (la pietra filosofale per i metalli, l’elisir di lunga vita per gli esseri umani), mentre il perfezionamento spirituale risultava da una qualche forma di rivelazione interiore o da un’illuminazione di altro tipo…” (Jung)

L’ipotesi dell’Unus Mundus è quindi quella di un’unità di energia psichica (cielo) e di energia fisica (terra), tramite un organismo intermediario, l’inconscio psicoide, inteso vuoi come universo vuoi come campo, diverso dalla fisica o dalla psichica che Jung chiama appunto inconscio psicoide, ovvero ‘dominio della trasgressione da una fissione tradizionale.

Spazio vs Tempo, Causalità vs Sincronicità: “… la ricerca in fisica ha mostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che l’elemento comune soggiacente alla coerenza che si osserva nella stragrande maggioranza dei fenomeni, la cui regolarità e invariabilità hanno consentito la formulazione del postulato di causalità, è il CASO…”(Erwin Schrödinger)

L’Inconscio psicoide,è inteso come manifestazione della materia attraverso l’archetipo della psiche, colta solo inconsciamente. Il serpente diviene quindi simbolo archetipico dell’inconscio individuale, ctonio, relegato al mondo sotterraneo delle ombre. La rappresentazione terrifica del serpente fulmine che esce dalle nuvole (Aby Warburg-Hopi) corrisponde all’archetipo negativo (inconscio collettivo/inconscio individuale) della Vergine (Brahman o mercurio alchemico, generatore del Lapis)) e del bambino (atman), laddove l’inconscio viene vissuto come una minaccia (scissione): vedi il parallelismo in alchimia tra la figura del Cristo e quella del serpente, intesa come ricomposizione degli opposti, come ‘coniunctio oppositorum nel misterium coniunctionis’, ovvero trasformazione del serpente-male nel serpente-bene che ricompone l’unità dell’essere, come percorso per esorcizzare il simbolo di un inconscio diviso.

In the Rabbit Hole: uno spazio magico dove niente è come sembra, dove il tempo scorre al contrario e i luoghi sono ovunque e in nessun posto. Sette le figure concettuali che compaiono a questo punto: il non-credibile, l’ambiguo, il contrario, la metafora oscura, l’allusione, l’accento, il sofisma. L’attività dell’Artista si compone in uno stato intermedio tra la coscienza magica e quella logica.

Le creazioni dell’arte si alimentano delle energie più oscure della vita umana e ne restano prigioniere e minacciate anche là dove sembra realizzarsi un equilibrio provvisorio: “…per l’uomo religioso lo spazio non è omogeneo, presenta talune spaccature o fratture. Vi sono vettori dello spazio qualitativamente differenti tra loro…la costituzione del mondo nasce dalla spaccatura effettuata nello spazio, attraverso la quale si scopre il punto fisso, l’asse centrale di ogni orientamento futuro…” ( Mircea Eliade). Il Mundus si lascia afferrare in quanto mondo-fenomeno, in quanto cosmo, nella misura in cui si rivela come sacro.

Pottergeist: materiale povero, nobilitare il materiale, p.es. metacrilato e trasparenza e luminosità, leggerezza e resistenza, identità… materiale freddo vs materiale caldo, nobilitare, ovvero corretto rapporto tra forma e funzione per esaltarne le qualità, mediare dall’arte le processualità, più ancora dei valori estetici.